Due film giapponesi di Hayao Miyazaki montati in un lasergame americano, e una macchina che fa due cose che nessun’altra fa: ti dice a schermo che cosa vuole, e tiene tre stesure dello stesso copione — la stessa scena scritta tre volte, ogni volta più corta.
Qui l’indirizzo, dopo il nome del gioco, va direttamente alla pagina — sequenza, la-partita, il-campione — senza un segmento di macchina in mezzo: di questo titolo pubblichiamo una ROM sola, e non c’è ancora niente da cui distinguerla. Dove invece le macchine pubblicate sono più d’una, come in Dragon’s Lair, in mezzo compare il nome di quella che le distingue: una revisione, un continente, un fabbricante.
Il nome dell’insieme ROM — quello con cui la macchina è catalogata — sta scritto in fondo a ogni pagina, nella sezione «come si legge nei byte». Non lo mettiamo nell’indirizzo perché annidato darebbe cose come esh/esh.