PhenomaLaserdisc Rom Atlas

Dragon’s Lair

Cinematronics, 1983

Un ascensore dove si scende soltanto

Di tutte le stanze del castello, l’Elevator è quella su cui le tre macchine si separano di più. Stessa pellicola, tre idee diverse di quanto in basso ti lasciano scendere: ventiquattro piani in America, sei in Europa, e in Italia tre — o nessuno.

Che cosa succede, sullo schermo

Il piano su cui sta Dirk sprofonda in un baratro, e mentre precipita lui può saltare di lato e salvarsi. Si va solo verso il basso: se non salti, ti schianti.

E i byte dicono la stessa cosa. In tutte e tre le macchine, dal primo nodo all’ultimo, il numero di fotogramma sul disco cresce e basta: non c’è un solo passaggio che torni indietro. La piattaforma non risale mai, e la ROM non ha nemmeno il modo di chiederglielo.

Le tre macchine non ti lasciano scendere uguale

Il conto delle discese cala scendendo la carta geografica, e non di poco. Qui confrontiamo i conti, non gli indirizzi: nelle tre ROM lo stesso indirizzo è tre cose diverse, e non si importa niente da una macchina all’altra.

la macchinaquante volte scendipiani in tuttocome te lo dà
americana, revisione F2quattro, sempre24due caselle alla tappa 4, due alla tappa 13 — la sequenza
europeadue, sempre6due carte su trentasei: la ventesima e la trentesima del mazzo di fabbrica — la sequenza
italiana, Sidamuna al massimo — e può non uscire affatto3, o nessunouna casella sola su ventotto, in un gruppo da dieci da cui la macchina ne pesca otto — la sequenza

La scena più lunga del castello è rimasta di là dall’oceano. In Europa e in Italia l’ascensore è da tre piani in tutte e due le stesure: la discesa da nove non c’è.

Ed è per questo che l’Elevator non è una stanza come le altre

Nell’americana le due discese da nove piani stanno alla tappa 13, che non si sorteggia: una chiude il primo giro, l’altra il secondo, e al terzo al loro posto c’è il Drago. Non puoi chiudere un giro senza essere sceso.

L’Elevator è la scala del castello, e i «giri» sono i suoi tre livelli.

E la ROM la pensa così anche lei: col pay-as-you-go acceso, i punti in cui la macchina ti chiede un altro gettone sono esattamente questi — le due discese e il Drago, con le loro stesure dure. Il casello sta sulla scala.la sequenza dell’americana

Dove sta un piano, dentro la ROM

Un piano non è un nodo: sta dentro un nodo, ed è un pezzo di tempo. Ogni nodo dell’Elevator porta una fila di contatori, e quei contatori disegnano una striscia a righe: dieci fotogrammi in cui saltando ti salvi, dieci in cui ti schianti, e daccapo. Tre volte, in ogni nodo. Sono i tre piani.

IL NODO IL TEMPO CHE DURA, DA QUANDO COMINCIA sub 0 frame 14847 piano 1 — salti fra il tick 149 e il 159 1 piano 2 — salti fra il tick 169 e il 179 2 piano 3 — salti fra il tick 189 e il 199 3 202 tick sub 3 frame 15011 piano 4 — salti fra il tick 73 e il 83 4 piano 5 — salti fra il tick 93 e il 103 5 piano 6 — salti fra il tick 113 e il 123 6 127 tick sub 4 frame 15115 piano 7 — salti fra il tick 73 e il 83 7 piano 8 — salti fra il tick 93 e il 103 8 piano 9 — salti fra il tick 113 e il 123 9 165 tick le tacche chiare sono i piani: dieci fotogrammi ciascuna, con dieci fotogrammi di vuoto in mezzo — e nel vuoto ti schianti
qui saltando ti salvi qui ti schianti

Un nodo fa tre piani. L’Elevator della tappa 4 ha un nodo solo: tre piani. Quello della tappa 13 ne ha tre: nove. E dieci fotogrammi, sul disco americano, sono un terzo di secondo: tanto dura un piano.

I due numeri erano già scritti, e non da noi

Che le due stesure americane fossero da tre e da nove piani sta scritto da anni sul Dragon’s Lair Project, che le cataloga come Elevator Floor (3 levels available) e (9 levels available). Noi li abbiamo ritrovati nei byte — ed è tutto quello che possiamo dire di aver fatto: non li abbiamo scoperti, li abbiamo verificati.

In America, due tagli della stessa pellicola

E non è una ripetizione pigra: è la stessa pellicola montata in due modi. Le due scene aprono sullo stesso identico fotogramma del disco, il 14847. Poi si separano — e quello che cambia è per quanti piani ti fanno scendere.

 alla tappa 4alla tappa 13
etichetta ROM0xA60x94
come lo chiama il catalogoElevator da 3 pianiElevator da 9 piani
apre al fotogramma1484714847
nodi nella ROMunotre
quanti piani scenditrenove
se non ti muovimuori subitoscendi al piano dopo
se muorivai in codala rigiochi sul posto
quando la passi, il gioco vaalla tappa 5alla tappa 1: giro nuovo

⇒ In una partita intera puoi scendere ventiquattro piani: tre più tre alla tappa 4, nove e nove alla tappa 13.

E il taglio non cancella: scavalca

Alla tappa 4 i sei piani che non giochi non sono stati tolti. I loro nodi stanno ancora nella tavola di quella scena, con le loro tre finestre ciascuno e con la loro tariffa — 49 e 1.939, le stesse. Semplicemente, dal primo nodo non ci arriva nessuno.

⇒ Il taglio non è una forbice sulla pellicola: è un byte che manda altrove.

E per il massimo dei punti ne bastano sedici

Il salto vale sempre lo stesso: 3.255 punti, che tu ti butti al primo piano o al nono. Quello che cambia è quanto hai incassato per strada — perché ogni gruppo di tre piani che passi senza saltare ha una sua tariffa.

dove saltiincassato per stradail saltoin tutto
ai piani 1–3493.2553.304
ai piani 4–649 + 493.2553.353
ai piani 7–949 + 49 + 1.9393.2555.292

Nell’Elevator da tre piani salti dove vuoi: c’è un gruppo solo, e fa 3.304 comunque. In quello da nove devi arrivare al settimo, o all’ottavo, o al nono — prima porti a casa poco più della metà.

Sedici piani, e sono il minimo

Metti insieme le quattro discese di una partita: nell’Elevator da tre basta il primo piano, in quello da nove serve il settimo. Uno, uno, sette e sette: sedici piani, contro i ventiquattro che potresti scenderne.

Non ti pagano per averlo passato: ti pagano per quanto sei sceso prima di tirarti fuori.

Lo specchio paga di più

Le due discese da nove piani sembrano la stessa cosa ribaltata, e per i piani lo sono. Ma le tariffe di mezzo sono diverse: dove quella della prima volta paga 49 e 1.939, il suo specchio paga 124 e 2.191. Scendere fino al settimo piano vale 5.292 nella prima e 5.619 nella seconda.

Stesso montaggio, stesso numero di piani, due prezzi diversi.

Da che parte si salta, e dove stanno i punti

Il lato cambia a ogni gruppo: sinistra, destra, sinistra. La piattaforma dondola scendendo, e il salto segue lei.

I punti non stanno scritti dentro il nodo: nel nodo c’è un numero da zero a quindici, e quel numero è una riga in una tavola sola per tutto il gioco. Sedici tariffe, dallo zero ai cinquemila, e ogni scena del castello sceglie fra quelle. Dragon’s Lair non ha un listino per stanza: ne ha uno solo.

0 · 49 · 124 · 251 · 379 · 495 · 915 · 1.326 · 1.939 · 2.191 · 2.675 · 3.255 · 3.551 · 4.026 · 4.750 · 5.000

E la macchina difficile ti ruba un fotogramma

Di ogni scena la ROM porta due stesure: quella normale e una più dura, che l’operatore accende con un interruttore. Sull’Elevator la differenza è di una precisione quasi crudele.

Le nove finestre di salto si accorciano da dieci fotogrammi a nove. E si accorciano sempre dall’inizio: la fine resta esattamente dov’era. Il momento buono non finisce prima — comincia dopo. Chi era abituato a saltare appena vede il piano cedere, sulla macchina dura muore.

Nello specchio la cura è meno regolare: otto finestre su nove si accorciano, una resta com’era, e la quarta ne perde due. E l’Elevator da tre piani, quello della tappa 4, non viene toccato affatto: lì le due stesure sono identiche, fotogramma per fotogramma.

Perché lo specchio sia stato ritoccato con meno cura non lo sappiamo: se sia una scelta o una svista, i byte non lo dicono.

In Europa: tre piani, e si scende con la spada

La macchina europea monta la stessa scena in un altro modo, e cambia perfino il comando. A ogni piano un solo comando ti fa scendere ancora, ed è sempre lo stesso: la spada. Tutto il resto è un nodo di morte.

⚔ E questa, se arrivi dall’americana, non torna

Nell’Ascensore di Dragon’s Lair F2 la spada non esiste. Non è che paga poco: non è accettata da nessuna parte. Contando tutti i gesti che le tre stesure americane della scena accettano, in tutta la discesa, viene questo:

  sinistra    54
  destra      41
  su          18
  giù         18
  spada       0

Di là ti butti di lato e basta. Di qua sguaini, e la sguaini a ogni piano, perché è l’unica cosa che ti tiene vivo — fino al gradino dove ti ammazza.

Stesso film, stessa scena, due gesti diversi. Non una sfumatura di taratura: chi ha riscritto il programma in Europa ha cambiato che cosa la scena ti chiede di fare.

 Elevator (carta 20)Elevator Rev (carta 30)
quanti piani — cioè quante volte puoi saltare di latotretre
nodi nella ROMseicinque
scendere paga500, poi 1.0001.000, poi 1.500
e uscire vale2.0502.500
da che parte si escea sinistraa destra
se resti fino in fondomuori: all’ultimo piano la spada porta a un nodo di morte
Più scendi, più prendi — e il fondo ti ammazza

Messe in fila, quelle righe dicono una cosa sola: il punteggio sta in fondo, e in fondo c’è la morte. Chi si butta al primo piano utile porta a casa 2.050; chi resta su fino all’ultimo momento e solo allora salta ne porta 3.550. Nello specchio si va da 2.500 a 5.000: il doppio, per aver aspettato due piani in più. E chi resta un piano di troppo non porta a casa niente.

Non ti pagano per averlo passato: ti pagano per quanto sei sceso prima di tirarti fuori. La stessa legge dell’americana, scritta con altri numeri.

E lo specchio è la stessa scena con un nodo in meno

La stesura specchiata non è la normale ribaltata e basta. Le manca il primo nodo — quello d’ingresso, dove non si salta ancora. Togli il primo nodo all’Elevator normale, scambia destra con sinistra, e i due combaciano nodo per nodo.

In Italia: può non esserci affatto

La ROM italiana della Sidam eredita la stessa tavola delle scene dell’europea — e quindi lo stesso ascensore da tre piani — ma distribuisce le carte in un altro modo, e l’ascensore ci rimette.

L’Elevator sta in una casella sola su ventotto, e quella casella sta in un gruppo da dieci da cui la macchina ne pesca otto. Due carte di quel gruppo restano fuori a ogni partita, e l’Elevator può essere una di quelle.

In Italia si scende al massimo una volta — e può capitare di non scendere mai. È la sola delle tre macchine in cui il castello può non avere un sotto.

Come si legge nei byte

Le due colonne americane, lette dal grafo dei nodi:

0xA6  tappa 4    sub0  fotogramma 14847   prosegue al sub 5
                 sub7  uscita, prosegue alla tappa 5  (byte 85)
                 morti: sub 5, 8, 9   bit "non accodare" spento

0x94  tappa 13   sub0  fotogramma 14847   prosegue al sub 3
                 sub7  uscita, prosegue alla tappa 1  (byte 81)
                 morti: sub 5, 8, 9   bit "non accodare" acceso

Le finestre di salto, nodo per nodo, come le legge il banco:

0x94  sub 0   attesa 202 tick   piani  [149..159]  [169..179]  [189..199]
0x94  sub 3   attesa 127 tick   piani  [73..83]  [93..103]  [113..123]
0x94  sub 4   attesa 165 tick   piani  [73..83]  [93..103]  [113..123]